Big Data all'italiana

08 Mai 2013 / von Simon Bertschinger / Konferenzen / Comments

Si è svolta ieri la prima giornata del Digital For Business al Digital Festival. Si è parlato di una delle buzzword più usate di quest'anno: i cosiddetti Big Data, o «grandi dati». In questa giornata passata al Museo della Radio e Television RAI di Torino si è scoperto che infine non sono i dati, bensì l'aggregazione ed i modelli che nascono da essi che hanno valore.

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Al Digital Festival si è parlato del fenomeno Big Data, che in effetti non è più un fenomeno - è una realtà internazionale già da molto tempo. La novità sta nelle metodologie di analisi di questi dati e nell'impiego di essi con lo scopo di trarne risultati per le decisioni importanti. Solamente il 40% delle strategie oggigiorno vengono basate sui risultati tratti dai grandi dati, come dicono Christian Racca & Leonardo Camiciotti, Devt. Program Manager & Design Engineer per TOP-IX Consortium. Servirà tempo per capire il cambio dei paradigmi:

«Big data don't speak for themselves - they are no business model». [Tweet this!]

L'Italia non è una nazione super connessa (62% di penetrazione della banda larga secondo l'Istat). La quantità di dati transazionali e non provenienti da persone crescerà nei prossimi anni a differenza delle nazioni più evolute sotto questo punto di vista - un vantaggio enorme. Si riuscirà a fare uso di metodologie avanzate prima per poi arrivare (quasi) ad un uso ideale, sapendo esattamente come approfittare della massa di Big Data generata.

 

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Uno splendido esempio, purché a sorpresa, è senza dubbio stato Massimo Rosso con la sua presentazione dell'opportunità di utilizzo, dei pericoli, e dei ritorni del cosiddetto «canale di ritorno» abilitato dai social media in internet. Che non mi si fraintenda; mi ha sorpreso soprattutto perché provengo da una realtà televisiva – quella svizzera - totalmente diversa da quella italiana, frutto, tra l'altro, della penetrazione di banda larga molto diversa una dall'altra (82% contro 62%). Ritornando all'esempio di Massimo Rosso, ha fatto capire come la RAI sia riuscita ad aggregare dati dai Social Mediain un ambito innovativo per arricchire quelli televisivi già esistenti di «audience» e «share». Una nota negativa in tutto ciò: La RAI ha scoperto queste tecniche di matching solo nel dicembre dell’anno scorso.

I risultati da lui presentati hanno toccato esempi concreti dell'attualità italiana: Prima di tutto le predizioni nelle primarie di Renzi contro Bersani, tematica interessante poi ripresa da Gianfranco Bozzetto, Business Development Specialist di Mimesi. L'apparizione di Roberto Benigni ne «La più bella del mondo» del dicembre scorso, dove si è parlato di come i tweet live si occupavano degli argomenti tematizzato da Benigni. Per finire Massimo Rosso ha spiegato come la RAI abbia individuato il «sentiment» negativo nei riguardi dei presentatori del Festival di Sanremo di quest’anno, per poi migliorarlo durante i loro cinque giorni di calvario.

Durante questa presentazione mi sono soffermato soprattutto sul pensiero sorto da una frase poi discussa anche su Twitter in diversi contributi degli spettatori: I tweet sugli argomenti trattati da Benigni durante lo show televisivo venivano menzionati sul Social Network asincronamente rispetto alla tematizzazione da parte del presentatore e sopratutto durante le pause pubblicitarie. Ma cosa ci insegna questo fatto?

Per coloro che fanno pubblicità televisive, ma non solo, conta quindi adattarsi ad un fatto ben preciso. Si tratta di provare a raggiungere gli utenti là dove si trovano mentre, in teoria, dovrebbero essere davanti alla TV a guardare il proprio spot: online. Cosa che qui alla Webrepublic viene praticata già da molto tempo, si tratta quindi di avere campagne di marketing online adeguate ai contenuti televisivi non per forza propri. In pratica significa analizzare i trend in tempo reale per appropriarsi degli utenti online in quel momento. Il più famoso esempio degli ultimi tempi? I tweet durante il blackout del Super Bowl a febbraio di quest'anno (Audi, Tide, Oreo, VW... vedi qui per maggiori informazioni: http://bit.ly/ZFbQ00).

In questo modo è stato confermato ciò che Alberto Degradi, Infrastructure Architecture Leader, Borderless Network e Data Center di Cisco Italia, ha detto nella prima presentazione della giornata: Con i Big Data è arrivato il momento di aggiungere un posto al tavolo del Business per l'IT! [Tweet this!]

A breve seguiranno le mie impressioni e le idee che mi hanno assillato positivamente durante la seconda parte del Digital For Business riguardante la Mobile Revolution.

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